Dott. Pier Mario Biava

presenta

5 FASI DI SVILUPPO CELLULARE

LA PRIMA FASE È DI CRESCITA

Aiuta le cellule staminali a crescere e a riprodursi

LA SECONDA FASE

È l'inizio della differenziazione

LE ALTRE 3 FASI

Sono solo di differenziazione, e dunque di programmazione fisiologica.

OGNI FASE HA LA SUA FUNZIONE BIOLOGICA

Punti di partenza differenti

Cura per il cancro

Stesse conclusioni

BIAVA: "Le cellule comunicano tra loro
utilizzando codici di significazione:
in senso letterale e non metaforico"

LASZLO: " Biava ed io siamo partiti
da punti di vista differenti.
Biava cercava la cura del cancro,
ed io di capire ciò che sta dietro
alle intuizioni fondamentali
delle scoperte scientifiche.
Alla fine siamo arrivati
alle stesse conclusioni:

il mondo non è un aggregato meccanico,
ma una unità organica che funziona
in modo olistico"

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Trattamenti integrativi in oncologia: i fattori di differenziazione cellulare come integrazione alla chemioterapia

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Documento approvato

al congresso organizzato dalla Società Italiana di Oncologia Medica
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INTRODUZIONE

A cura del prof. Michele Carruba, Presidente Comitato Scientifico
Scoprire di avere un tumore è un evento drammatico che rende il paziente fragile e disorientato.

I medici non possono esimersi dall’applicazione dei protocolli classici e poi ognuno segue i suoi pazienti con la solerzia, l’attenzione e la carica umana di cui è capace.

A volte qualche paziente si sente solo, non avverte il beneficio della chemioterapia e di tutti i trattamenti standard e va così in depressione. Consulta internet, cerca altre vie e scopre soluzioni alternative/integrative come una dieta appropriata, uno stile di vita nuovo o un altro medico che lo ascolta di più, gli da sostegno morale e gli consiglia prodotti integrativi che prima non gli erano stati proposti.

Internet però è pieno anche di notizie imprecise ed il rischio per il paziente di affidarsi a soluzioni inutili o peggio ancora dannose è molto alto.

In questo contesto, dove oggi tramite il web le notizie viaggiano molto più velocemente e senza controllo, capita sempre più spesso che informazioni dal mondo della ricerca giungano prima ai pazienti che ai medici, magari mal riportate: il rischio che prendano piede teorie e terapie inutili è così sempre più alto.

 

Per questa ragione ho sentito il bisogno di istituire un comitato scientifico con l’obiettivo di studiare e valutare le innovative ricerche nell’ambito della riprogrammazione epigenetica delle cellule tumorali con i fattori di differenziazione staminale così da evitare che vengano diffuse notizie scorrette o parziali ed aiutare i colleghi universitari e clinici ad inquadrare al meglio il tema di ricerca e le sue prospettive per il futuro. Abbiamo analizzato con attenzione tutta la letteratura scientifica ad oggi a disposizione ed identificato quegli aspetti di valore che è necessario approfondire con ulteriori studi, nell’interesse sia della ricerca che soprattutto della salute dei pazienti.

Spero che questo breve testo possa essere un valido supporto nell’orientamento di tutti i medici e i ricercatori interessati ad approfondire questo filone di ricerca.

Trattamenti integrativi in oncologia: i fattori di differenziazione cellulare in integrazione alla chemioterapia

Parallelamente al sequenziamento del codice genetico è emerso un altro ambito di ricerca, quello dell’epigenetica. Si parla pertanto di due tipi di codice, quello genetico e quello epigenetico che sta sopra al codice genetico e ne regola il funzionamento. Nell’ambito degli approcci epigenetici in campo oncologico si è consolidata da diversi anni la ricerca sulla riprogrammazione delle cellule staminali tumorali con i fattori di differenziazione embrionale.

Di fatto si è dimostrato che  i fattori di differenziazione delle cellule staminali prelevati dall’uovo di Zebrafish, che ha oltre il 90% di proteine in comune con quelle umane, sono in grado di normalizzare il ciclo cellulare delle cellule cancerose. Si tratta degli stessi meccanismi che in natura sono attivi durante le fasi di organogenesi, quando cioè avvengono tutti i processi di differenziazione delle cellule staminali che portano alla formazione di tessuti ed organi. In queste fasi, dove è molto alto il rischio di sviluppare errori nella replicazione, i fattori di differenziazione hanno anche un importante ruolo correttivo verso quelle cellule che vanno incontro ad errori. La riconferma di questo meccanismo si è avuta quando, impiantando cellule tumorali in un embrione durante la fase di organogenesi sono stati osservati processi differenziativi ed apoptotici sulle cellule tumorali impiantate; al contrario impiantando cellule tumorali in un embrione dopo la fase di organogenesi le cellule tumorali hanno proseguito a proliferare. Si può pertanto parlare di “riprogrammazione” epigenetica delle cellule malate attraverso l’integrazione di quei peptidi che sono in grado di riportare la cellula nell’ambito della sua normale fisiologia.

Queste ricerche, iniziate già nella fine degli anni ‘80, sono state sviluppate dal Children Hospital di Chicago, dalla Northwestern University, dall’Università La Sapienza di Roma, ecc.

Emerge che i fattori di differenziazione sono in grado, in associazione con i trattamenti chemioterapici standard, di rallentare e spesso bloccare il ciclo cellulare delle cellule tumorali, sia attivando il gene onco-repressore p53, sia regolando in modo post-traduzionale la proteina del retino blastoma (pRb) che ha anch’essa un’attività di blocco del ciclo cellulare. Contestualmente vengono attivate dagli stessi fattori di differenziazione anche una serie di cascate di geni regolatori che tentano di riparare i danni cellulari all’origine della malignità: se le alterazioni non sono troppo gravi queste vengono effettivamente riparate; se invece le mutazioni sono troppo gravi e non sono riparabili vengono attivati i geni della morte cellulare programmata/apoptosi e le cellule cancerose muoiono. Di fatto dopo il trattamento con i fattori di differenziazione delle cellule staminali le cellule tumorali escono dal ciclo della moltiplicazione cellulare.

Sono già state realizzate una serie di ricerche importanti sulla sinergia fra agenti chemioterapici e fattori di differenziazione, nel 2011 ad esempio è stata pubblicata su Current Pharmaceutical Biotechnology una ricerca condotta presso l’Università La Sapienza di Roma dove si è osservato in vitro il rallentamento della crescita di cellule del tumore del colon CaCo2 : un rallentamento del 35% si è ottenut