RIPROGRAMMAZIONE CELLULARE: LE NOVITÀ DALLA RICERCA

Dott. Pier Mario Biava

presenta

5 FASI DI SVILUPPO CELLULARE

LA PRIMA FASE È DI CRESCITA

Aiuta le cellule staminali a crescere e a riprodursi

LA SECONDA FASE

È l'inizio della differenziazione

LE ALTRE 3 FASI

Sono solo di differenziazione, e dunque di programmazione fisiologica.

OGNI FASE HA LA SUA FUNZIONE BIOLOGICA

Punti di partenza differenti

Cura per il cancro

Stesse conclusioni

BIAVA: "Le cellule comunicano tra loro
utilizzando codici di significazione:
in senso letterale e non metaforico"

LASZLO: " Biava ed io siamo partiti
da punti di vista differenti.
Biava cercava la cura del cancro,
ed io di capire ciò che sta dietro
alle intuizioni fondamentali
delle scoperte scientifiche.
Alla fine siamo arrivati
alle stesse conclusioni:

il mondo non è un aggregato meccanico,
ma una unità organica che funziona
in modo olistico"

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di Fiorello Cortiana

Un’Informazione intelligente origina la vita: sono i fattori presenti nei 5 stadi di differenziazione delle cellule staminali che determinano il destino delle cellule sane e patologiche. Una scoperta tutta italiana rivela come sono costituiti i programmi informativi che differenziano le cellule staminali e il ruolo specifico di ciascuno di essi nella riparazione dei danni che causano le malattie degenerative e nell’attivazione dei geni che bloccano l’invecchiamento cellulare. Tutto ciò consente un innovativo processo di riprogrammazione cellulare.

Conosco Pier Mario Biava dalla metà degli anni ‘80 e ne ho sempre ammirato la discrezione, notevole quanto la sua competenza e la sua tenacia. Se c’è stato un rilievo che gli ho mosso è l’eccessiva educazione nel relazionarsi e nel confliggere con le culture e i modelli riduzionisti, quindi con i loro devastanti effetti quotidiani. La competizione dello scienziato conosce la pazienza e la forza dei risultati.

Il comune impegno ecologista, con il suo retroterra epistemologico complesso, mi ha consentito di comprendere le sue intuizioni e di condividere, anno dopo anno,  la loro conferma a seguito delle ricerche. Nel lavoro di Biava ho trovato la concretizzazione della proposta di Gregory Bateson sulla “struttura che connette”, l’efficacia del cambio di paradigma proposto da Ervin Laszlo con l’approccio sistemico al campo della vita, l’ambizione semplice di Edgar Morin a “pensare come pensa la natura”, la constatazione incoraggiante di Giulio Sapelli a superare i vincoli del riduzionismo meccanicista non considerandoli limiti assoluti, cercando quindi altre vie. Proprio la sintonia con queste persone, provenienti da discipline diverse, costituisce la migliore dimostrazione della fecondità creativa dell’abbraccio tra la sfera biologica e la sfera antropologica con le sue estensioni cognitive digitali e tecnologiche.

Il suo contributo particolare è legato alla relazione rispettosa ed efficace  con i cicli, le reti e i tempi del vivente:   Pier Mario Biava non ha esercitato alcuna forma di Hybrys presuntuosa creando la vita attraverso modificazioni genetiche. Con tenacia, rispetto, curiosità e umiltà, ha cercato di capire la natura costitutiva del vivente e dei suoi stadi evolutivi. 

Così ha trovato la via e il codice di comunicazione e di relazione informazionale con il discorso della vita.

Oggi presenta i risultati prodotti con la collaborazione di 23 università italiane sulle nuove frontiere per la riprogrammazione cellulare per determinare il destino delle cellule staminali sane e patologiche.

(le numerose  pubblicazioni sull’argomento su riviste internazionali si possono vedere nel sito www:reprogramcells.com )